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Legacy of the Divine Tarot | Stampa |
 

Legacy of the Divine Tarot

Il Legacy of the Divine Tarot è il terzo mazzo di Tarocchi creato da Ciro Marchetti (i precedenti sono il Gilded Tarot e il Tarot of Dreams), e ancora una volta ci delizia esteticamente con il suo particolare stile.

Legacy of the Divine TarotPrima di presentarlo, Ciro Marchetti (http://www.ciromarchetti.com/ e http://www.legacyofthedivinetarot.com/) voleva dare una storia al suo nuovo mazzo, qualcosa che lo rendesse unico: non voleva che si trattasse solo di 78 immagini (non che ci sarebbe stato qualcosa di male, visto quant'è bravo!!), così le prime 63 pagine del libro (Gateway to the Divine Tarot, che accompagna il mazzo nella scatola in cui tutto è contenuto) impostano il background dell'opera; non è necessario conoscerlo per poter leggere con questo mazzo, ma ovviamente dà qualcosa di più, e a maggior ragione lo si apprezza se si segue la filosofia dei Tarocchi Comparativi  di Valerie Sim: il Legacy of the Divine Tarot si basa sui Rider-Waite-Smith). Come spiega alle pp. 72-73, Marchetti ha voluto creare un insieme di immagini molto personali, incorporando anche numerosi elementi e personaggi da sue opere precedenti, non necessariamente legate ai Tarocchi. Il suo scopo era anche quello di realizzare delle immagini che andassero oltre la decorazione e il mero pregio estetico, immagini che funzionassero indipendentemente dal titolo stampatovi sopra o dal bisogno di contare il numero di bastoni, monete, ecc., e che fossero comunque in grado di comunicare il proprio significato e di identificarsi da sole.

L'autore non si definisce un esperto di Tarocchi, ma per sua stessa ammissione questo mazzo è stato creato con maggiori conoscenze e con più consapevolezza rispetto alle sue due opere precedenti. In ogni caso, il libro non è stato scritto solo da lui: altri autori hanno collaborato a questo progetto, in maniera indipendente l'uno dagli altri, presentando la loro interpretazione personale delle immagini; in questo modo la gamma di possibilità si espande e l'assistenza fornita al lettore - novizio o esperto che sia - è più completa.

• Ciro Marchetti stesso, ovviamente, i cui contributi non si limitano alla descrizione delle carte, ma comprendono alcuni simpatici aneddoti riguardo a come è pervenuto a una particolare raffigurazione

• Ruth Ann & Wald Amberstone (http://www.tarotschool.com/): personalmente ho trovato i loro contributi i meno utili in assoluto, e spesso proprio vacui

• James Ricklef (http://www.jamesricklef.com/), già autore di due volumi che ho sempre apprezzato (Tarot Tells the Tale e Tarot: Get the Whole Story), anche in questo caso il suo stile non ha mancato di colpirmi positivamente per l'esposizione garbata ma tutt'altro che superficiale

• Leisa ReFalo (http://www.tarotconnection.net/ e http://www.tarotjourney.net/ e http://www.tarotofcolor.com/): i suoi contributi si dividono in Parole chiave, Parole chiave al rovescio, Descrizione, Significati, Attribuzione Elementare, Attribuzione Astrologica e si concludono con due parti più stringate, ma non per questo meno efficaci: Doni (che racchiudono la lezione che si può apprendere da ogni singola lamina, anche quelle più difficili da viversi) e Consiglio (che - come dice il nome stesso della sezione - offre un consiglio comportamentale)

Chiude la descrizione di ogni singola carta una citazione tratta dalle fonti più disparate, ma sempre attinente alla lamina in questione.

 Fool Legacy of the Divine Tarot

Ancora una volta, gli Arcani Maggiori sono stati ideati come il viaggio del Matto, che parte dalla carta omonima privo di tutto (o quasi), e arriva nel Mondo quando si è realizzato ed è pronto - se lo vuole - a iniziare un nuovo ciclo. E come già nei Tarot of Dreams, la raffigurazione delle due lamine rispecchia quest'idea.

Nel Matto, quale anticipazione del suo viaggio, troviamo diversi Arcani Maggiori che fuoriescono dalla sua scatola magica; nel Mondo troviamo alcuni degli elementi di opere passate che l'artista ha voluto richiamare: nello specifico, una sua rappresentazione dello zodiaco.

World Legacy of the Divine Tarot 
 

Faith Legacy of the Divine TarotUn'altra caratteristica tramandata dai Tarot of Dreams - che aveva riscontrato successo all'interno della comunità dei Tarocchi - è il cambiamento di nome del quinto Arcano Maggiore, da Papa a Fede. A p. 95 Marchetti spiega che intendeva espandere il messaggio al fine di abbracciare anche altre religioni e altri credi. Troppo spesso nel corso della storia le differenze religiose sono state causa di conflitto, pregiudizi e guerre; qui Ciro cerca di dimostrare che nonostante le variazioni, la colonna centrale di luce, la fonte della loro devozione - la loro "fede" - brilla come comune denominatore di tutti quanti.

Come fa poi notare Ricklef a p. 96, "Con la sua raffigurazione di vari leader religiosi, questa carta mantiene comunque le sue implicazioni di riti, rituali e dogmi religiosi; i concetti generali di ortodossia, tradizione e istruzione; l'ordine intrinseco delle istituzioni gerarchiche; e l'identificazione o l'iniziazione in un gruppo." (traduzione mia)

Wheel of Fortune Legacy of the Divine TarotA proposito della Ruota della Fortuna, a p. 110 Marchetti racconta: "Come nei miei mazzi precedenti, ho raffigurato la Ruota come una struttura fisica. In questo modo suggerisco che la Ruota non è solo un qualche concetto metafisico di fato del quale noi siamo solo pedine, ma che in parte è anche realizzato dall'uomo. Le variazioni nei nostri viaggi personali possono essere percepite spesso come fortuna e sfortuna, e sicuramente la fortuna ha un ruolo, ma facendo le scelte giuste potremmo avere una certa influenza sugli esiti e un grado di controllo sul nostro destino."

Ricklef poi giustamente rimarca che questa carta non significa sempre buona fortuna e che piuttosto si tratta di cicli.

 Devil Legacy of the Divine Tarot

Senza bisogno di ricorrere a mostruosità o a corna, il Diavolo di questo mazzo è invece attraente e trasmette bene il significato di tentazione ma allo stesso tempo di incatenamento, e pone la domanda più che pertinente: "Il Diavolo è davvero un'entità separata o forse è un'altra versione di noi stessi, il nostro demone interiore?" (Marchetti, p. 127).  

 Devil Rider Waite Smith Tarot
 
 10 Coppe Rider Waite Smith

A p. 187 l'artista ci spiega perché ha inserito un cane e un gatto al posto della solita famiglia festosa con l'arcobaleno per il 10 di Coppe: "Sentivo che l'uso dei due animali trasmetteva il messaggio [di una scena ideale di agio in casa] in maniera efficace. In quanto animali domestici, erano già appropriati in una scena appunto domestica, ma la relazione mostrata qui, tra due creature che sono più spesso associate al conflitto, è nella sua ironia un mezzo per rappresentare l'armonia con la quale è benedetta questa casa."  

10 Cups Legacy of the Divine Tarot 

3 Swords Legacy of the Divine Tarot 

A p. 193 troviamo uno degli aneddoti cui facevo cenno in apertura: Marchetti racconta: "Ho evitato ciò che considero l'immagine fin troppo sfruttata e blanda di questa lamina. Ho sostituito il tradizionale cuore trafitto dalle tre spade con questo primo piano, che secondo me proietta meglio il messaggio emotivo di questa carta."

3 Spade Rider Waite Smith 

3 Pentacles Legacy of the Divine TarotE nel 3 di Pentacoli invece troviamo Ciro stesso, anche se con qualche ruga e qualche capello grigio in più, perché l'autore si identifica con l'immagine dell'artigiano completamente coinvolto nel processo creativo del momento. Smile

Gli Onori condividono alcune caratteristiche specifiche oltre l'associazione con il rispettivo elemento che è intuibile o chiaramente visibile in ogni lamina. I Paggi, le Regine e i Re guardano direttamente verso di noi, e sta poi a noi interpretare il loro messaggio. Riassumendo il contenuto delle pp. 229-233, scritte da Marchetti stesso:

I Re hanno autorità e potere che deriva dalla posizione e dal titolo, proiettati e rafforzati dal simbolismo, da rituali e dalla tradizione. Per questa ragione Marchetti li ha voluti ritrarre a una certa distanza da noi, "nel loro ambiente regale, che riconferma il loro status, e mentre proiettano i semi dei rispettivi elementi" (p. 230)

Pur non essendo le regnanti ultime del proprio reame, le Regine hanno comunque un potere considerevole, e forse sono il vero potere dietro al trono. Il loro è un potere interiore e lo proiettano esternamente senza bisogno di rinforzi materiali; per questa ragione Marchetti ha deciso di ritrarle in primo piano

I Paggi sono ambasciatori e messaggeri della rispettiva corte e in quanto tali sono vestiti riccamente e portano il simbolo del proprio seme

I Cavalieri sono un discorso a parte. Se i Re sono i leader del proprio seme, coloro che danno il via a nuove idee e a nuove direzioni, e se le Regine attuano le idee dei Re, si potrebbe pensare che i Cavalieri siano coloro che fanno sì che tali idee e concetti siano rispettati e seguiti. Ma siccome i Cavalieri erano principalmente mercenari, le loro personalità passavano in parte in secondo piano rispetto alla loro funzione, alla loro uniforme; per questa ragione non compaiono le loro facce, bensì sono enfatizzati gli elementi del loro seme e l'elmetto caratterizzante che indossavano nella finzione storica che è il fondamento di questo mazzo

Tutta l'ultima parte, Come leggere i Tarocchi, è stata scritta da Leisa ReFalo. Contiene informazioni di base per i principianti, ma nel complesso oserei dire che questo mazzo e questo libro sono maggiormente adatti a chi principiante non è più. Le informazioni sono comunque sommarie e spronano il lettore a fare ricerche altrove per approfondire le proprie conoscenze (e quando si tratta di Tarocchi, questo consiglio non è mai fuori luogo Smile), e vengono presentate anche alcune stese che si rifanno alla storiografia fittizia del Legacy of the Divine Tarot.

Chiudo questa recensione con una citazione della ReFalo (da p. 271), il cui contenuto condivido pienamente: "Il tuo mazzo di tarocchi può essere un saggio amico che offre consigli, discernimento e guida per le questioni importanti della tua vita e della vita delle persone che conosci."